Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.
Domenica 14 febbraio vi aspetto all'escursione nei Misteriosi boschi dei Colli Albani.
Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del Parco dei Castelli Romani.
Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. (Qui qualche info)
Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.












Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()
Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.












Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()
Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.












Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()
Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.
La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.












Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.
La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.












Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.
La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.












Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.
La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.
Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.












Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.
Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.












Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.
Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in post precedente.
Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.












Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .
Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.












Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .
Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle.
Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.
I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.












Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.
I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.).
Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.












Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.).
Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.



















Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.).
Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini.
Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.



















Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini.
Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.



















Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini.
Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.



















Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini.
Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante.
Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.



















Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante.
Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.



















Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante.
Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale.
Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.



















Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale.
Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.



















Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale.
Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.



















Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale.
Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.



















Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale.
Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali.
Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.



















Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali.
Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.



















Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali.
Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.



















Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali.
Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.



















Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali.
Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada.
Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.



















Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada.
Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.



















Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada.
Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.



















Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada.
Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.



















Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada.
Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano.
Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.



















Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano.
Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.












Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano.
Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.












Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano.
Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo.
Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.












Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo.
Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti.
Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.












Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti.
Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.












Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti.
Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta.
Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.












Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta.
Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.












Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta.
Resti dell'antico acquedotto.
Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.












Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto.
Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.












Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto.
Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro.
Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.












Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro.
Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.












Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro.
Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata.
Ovviamente ci ritornerò ancora.












Per me i sopralluoghi si distinguono grossolanamente in due categorie. Nel primo caso vado in posto che già conosco (ma dove non vado da un po') per verificare le condizioni del terreno e per ripassare il percorso. Nel secondo caso vado ad esplorare un posto per me nuovo, oppure una nuova parte di un territorio che conosco in parte.Qui vi racconto tramite fotografie soprattutto il mio sopralluogo nei primi di febbraio che è stato una sorta di 2-in-1.Sono partita da Rocca di Papa, una piccola cittadina posta sul pendio del monte Cavo, che si trova nel territorio del .Salendo per le viuzze del vecchio borgo mi piace ripassare quegli angoli caratteristici con i dipinti realizzati da artisti locali. ()Dopo una mezz'ora di camminata sulla strada sterrata al di sotto delle montagne Cavo e Maschio delle Faete piego a destra e mi addentro nel bosco.La vegetazione più diffusa nel territorio dei Castelli è il castagneto, rappresentato prevalentemente da boschi cedui monospecifici di castagno (Castanea sativa), periodicamente soggetti a taglio.Già nel mese di febbraio iniziano a sbucare dalla terra i primi fiori. Ho scritto dello zafferano in .Ed ecco, cosa mi interessava di trovare questa volta: due tombe rupestri dette Le Grotticelle. Per arrivarci bisogna fare una breve deviazione dal sentiero sterrato e, passando una rovina dell'ex-casetta forestale addentrarsi nel bosco.I due sepolcri monumentali sono stati scoperti nel 1983 e datate alla media Età del Bronzo (la prima metà del II millennio a. C.). Proseguo per i sentieri respirando l'aria ormai primaverile, accompagnata dal canto degli uccellini. Dopo una tranquillissima salita arrivo al famoso terrazzino panoramico, mai vuoto. Qui mi fermo per qualche foto e un breve pranzetto. La veduta dei due Laghi è sempre bella e impressionante. Da qui ormai si scende camminando sul basolato della Via Sacra. Questa antica via romana collega la via Appia (all'altezza di Ariccia) con la cima del monte Cavo dove ancora prima della nascita di Roma si trovava il tempio di Giove Laziale. Visto che ho ancora tempo, decidi di proseguire la discesa per la Via Sacra per arrivare ad Albano Laziale. Il basolato in gran parte è in ottimo stato di conservazione, ma il primo tratto in discesa è rovinato. Comunque ci sono dei sentieri laterali. Decido di accorciare un po' il percorso per poter prendere il pullman da Albano, perciò a un certo punto abbandono la Via Sacra e mi avvio per i sentieri che dovrebbero portarmi ad attraversare la via Dei Laghi. Qui trovo un ristorantino ma non trovo un attraversamento pedonale. Comunque, dopo aver attraversato la strada, di nuovo addentro nel bosco. Il sentiero è 511, ben tracciato e pulito, passa sotto la strada. Proseguo e arrivo ai pendii del cratere che ospita il lago Albano. Qui si entra sul sentiero cosiddetto "dei Cappuccini" che in parte da anni è interdetto per causa di una serie di frane. Se fosse percorribile si potrebbe arrivare al convento Santa Maria ad Nives di Palazzolo. Comunque, senza addentrare sul sentiero, segnato come pericoloso per i crolli, mi avvicino alle abitazioni rupestri, troppo affascinanti. Lascio in pace il tratto pericoloso e proseguo lungo la parte meridionale del periplo. Qui sono stata tantissimo tempo fa, perciò, è come se fosse la prima volta. Resti dell'antico acquedotto. Il sentiero sopra il lago offre bellissime vedute: Castel Gandolfo da un lato, monte Cavo dall'altro. Arrivo ad Albano passando vicino ai resti dell'Anfiteatro. Ormai è pomeriggio e devo tornare a Roma - il sopralluogo è solo un punto dell'elenco di cose programmate per la giornata. Ovviamente ci ritornerò ancora.
Colli Albani,
4 febbraio 2021

